venerdì 6 aprile 2012

Una passione irakena

Il Sussidiario

Una donna irakena sulla quarantina, cristiana, nubile, parla un ottimo italiano. Ha l’aria stanca, come stanco è lo sguardo e stanche sono le parole. Vive in una grande città italiana dove dopo parecchie traversie è approdata ad un buon impiego. Si è sempre fidata dei sacerdoti e delle loro indicazioni: nelle chiese orientali il prete estende la sua autorevolezza-autorità ben oltre il recinto parrocchiale. Fu un sacerdote a raccomandarle di studiare in Italia, e poi a insistere perché ci ritornasse data la situazione in patria.